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Brand Experience: come i 5 Sensi creano brand memorabili

Brand Experience Sensory brain

La vera differenza tra un brand comune e un brand unico sta nella Brand Experience, l’esperienza sensoriale che riesce a creare.


Intro

La maggior parte dei brand esiste solo negli occhi, mentre i brand memorabili vivono in tutti i sensi.

Tutti pensano che il branding sia questione di logo, colori e font.

Eppure la neuroscienza ci racconta una storia diversa: il nostro cervello elabora le informazioni sensoriali migliaia di volte più velocemente del testo. E soprattutto, le decide inconsciamente prima ancora che ce ne rendiamo conto.

Questo significa che hai una finestra temporale brevissima per comunicare chi sei davvero. Non attraverso quello che dici, ma attraverso quello che fai provare.

Il cervello decide prima di te

La scienza della prima impressione

Le neuroscienze ci hanno rivelato un dato sconvolgente: il nostro cervello forma un giudizio su un brand in appena 150-300 millisecondi. Molto prima che la parte razionale della mente entri in azione.

Questo processo avviene a livello del sistema nervoso autonomo, quello che controlla battito cardiaco, respirazione e reazioni istintive. È lo stesso sistema che ci faceva decidere istantaneamente se un rumore nel bosco rappresentava un pericolo o un’opportunità.

Cosa significa per il tuo brand?

Significa che ogni touchpoint, dal packaging al suono di una notifica, dalla texture di un materiale al profumo di un ambiente, sta comunicando a livello subconscio prima ancora che il cliente pensi alla tua proposta di valore.

Il paradosso della scelta razionale

Gerald Zaltman - Alchetron, The Free Social EncyclopediaCrediamo di prendere decisioni razionali, ma la ricerca di Zaltman dimostra il contrario: il 95% delle decisioni d’acquisto avvengono a livello subconscio (Leggi l’articolo: Harvard Business School)

Il brand che riesce a parlare direttamente a questo livello inconscio ha un vantaggio competitivo enorme.

Non sta solo vendendo un prodotto: sta creando un’esperienza che il cervello vuole ripetere.

(in foto: Gerald Zaltman, professore emerito della Harvard Busienss School )

L’anatomia dell’esperienza sensoriale

1. Vista: oltre il Logo

La vista è il senso dominante per l’80% delle persone, è infatti il senso che ci ha permesso di sopravvivere durante la nostra evoluzione. Tuttavia questo non significa limitarsi a logo e colori.

I livelli della percezione visiva:

Primo livello – Attenzione: contrasto, movimento, dimensioni inaspettate, incongruenze

Secondo livello – Riconoscimento: pattern, forme, proporzioni, ripetizione

Terzo livello – Significato: Associazioni culturali, archetipi, storytelling visivo

Case Study Approfondito: Tiffany & Co.

Il blu Tiffany non è un colore: è un sistema sensoriale completo. Registrato come Pantone 1837 (l’anno di fondazione), questo azzurro specifico attiva immediatamente associazioni di lusso, tradizione e affidabilità.

Tiffany & Co. Tests an Experiential Concept in London's Covent Garden

Ma il genio sta nell’ecosistema:

  • Packaging: la scatola blu con fiocco bianco è riconoscibile istantaneamente
  • Retail: gli interni dei negozi richiamano il colore in modo sottile
  • Digital: il sito web usa il blu con parsimonia, creando preziosità
  • Prodotto: anche i diamanti riflettono una luce che richiama quel blu

Il colore diventa così un punto cardine attorno al quale ruota una brand experience completa.

2. Udito: il potere del Sound Branding

Secondo diverse ricerche il suono è strettamente connesso al sistema limbico, la parte del cervello che gestisce emozioni, motivazione, memoria.

Gli elementi del sound branding:

Audio Logo: il jingle breve che identifica istantaneamente

Non ti viene in mente nulla?

  • I tre accordi di Windows 95 (composti da Brian Eno)
  • Il suono di accensione PlayStation
  • Il logo audio Netflix (che ha addirittura chiamato il suo evento annuale “TUDUM“)

Architettura Sonora: come il suono riempie e definisce gli spazi e i prodotti, come ad esempio l’iconico rombo di una Harley.

3. Tatto: il senso della Qualità

Il tatto è  il senso che crea un legame fisico immediato con il brand, ha un potere incredibile di trasmettere un messaggio, eppure molti lo sottovalutano.

I materiali parlano:

Texture: comunicano i valori del brand: lusso, artigianalità, divertimento ecc. quali sono i valori che il tuo brand deve trasmettere?

Peso e Densità: Indicatori inconsci di qualità

Prova a pesare una carta di credito normale, poi se hai l’occasione prova a prendere in mano un’American Express o qualsiasi altra carta Premium. La differenza ti stupirà.

Rivoluzione Tattile: Tesla 

Tesla ha ridefinito l’esperienza tattile dell’automobile:

  • Maniglie a scomparsa: si presentano al tocco, creando un momento magico
  • Schermo centrale: superficie liscia che sostituisce tutti i pulsanti fisici
  • Materiali interni: una combinazione di pelle vegana e alluminio che comunica futuro sostenibile
  • Volante: la forma e la texture sono studiate per comunicare controllo totale

4. Olfatto: il senso della Memoria

Covid e perdita dell'olfatto, un "gps" molecolare ci svela perché accade - la Repubblica

L’olfatto è il senso direttamente connesso alla memoria, ai ricordi. Un profumo può riportarci istantaneamente a 20 anni fa.

Strategie olfattive:

Signature Scent: il profumo distintivo di un brand

Abercrombie & Fitch pompe il suo profumo “Fierce” in tutti i negozi

Cinnabon posiziona i forni vicino alle porte per diffondere l’aroma

Singapore Airlines ha creato “Stefan Floridian Waters” per le sue hostess

Psicologia Olfattiva: come i profumi influenzano comportamenti

  • Vaniglia: rilassa
  • Agrumi: energizza e stimola
  • Lavanda: calma e riduce l’ansia
  • Pino: evoca pulizia e natura

5. Gusto: oltre il settore Food

Anche se il tuo brand non ha nulla a che fare con il cibo, il gusto può essere evocato e utilizzato strategicamente.

Gusto Diretto: per brand food & beverage

  • La formula segreta Coca-Cola (solo 2 persone al mondo la conoscono)
  • Il “quinto gusto” umami di KFC (il segreto delle 11 erbe e spezie)

Gusto Evocato: per tutti gli altri settori

É superfluo dire che come senso trova la sua completa rilevanza proprio nel food e che poco si può fare negli altri settori. Ma ci sono alcune strategie, prima tra tutte quella dello storytelling.

Una buona narrazione ha infatti la capacità di accedere ai ricordi di chi ti sta leggendo o ascoltando, facendo leva su gusti conosciuti, su determinati momenti, andando così ad attivare ricordi, sapori e sensazioni.

Inoltre nessuno vieta un’azienda che non opera nel settore food di inserire nella propria customer journey delle esperienze legate al cibo per poter sviluppare al meglio anche questo senso! L’importante è mantenere sempre un approccio strategico.

Non ci credi molto vero?

E cosa penseresti se ti dicessi che nel settore automobilistico è stato fatto? E non si parla di dolcetti offerti in uno showroom.

Nel 2007, per il lancio della Skoda Fabia a Londra, l’azienda ha assunto i migliori pasticceri e ha chiesto loro di costruire una “Torta Skoda Fabia” a grandezza naturale. Hanno sfruttato il gusto per creare la brand experience di prodotto in un settore in cui sembrerebbe impossibile.

Skoda Fabia Cake - Postkiwi

La neuroscienza del brand multisensoriale

Come funziona la Memoria Sensoriale

Il nostro cervello non immagazzina ricordi come file separati, ma come reti di associazioni sensoriali. Questo fenomeno è dovuto all’ encoding elaborativo: più sensi sono coinvolti nella codifica di un’esperienza, più forte e duratura sarà la memoria.

L’Effetto Von Restorff Sensoriale

La mucca viola. Farsi notare (e fare fortuna) in un mondo tutto marrone

Questo principio psicologico spiega perché ricordiamo meglio le cose che si distinguono dal contesto.

Prevede infatti che quando vengono presentati più stimoli omogenei, lo stimolo che differisce dal resto ha la più alta probabilità di venire ricordato.

É il cardine attorno a cui verte il famoso libro di Seth Godin “La Mucca Viola”.

Esempi vincenti:

Harley-Davidson: Ha registrato il suono del suo motore iconico come trademark

Play-Doh: Ha registrato l’odore come marchio (unico caso al mondo)

UPS: Ha scelto il marrone e l’oro quando tutti erano rossi o blu

Il Paradosso della Coerenza Sensoriale

La ricerca dimostra che l’incongruenza sensoriale crea confusione e diffidenza. Se il packaging comunica lusso ma il prodotto ha un odore economico, il cervello attiva segnali di allarme.

Le regole della coerenza:

  1. Ogni senso deve raccontare la stessa storia
  2. L’intensità sensoriale deve essere proporzionata al prezzo
  3. La complessità sensoriale deve riflettere la sofisticazione del brand

Errori fatali nel branding sensoriale

1. L’incoerenza multisensoriale

Errore: sensi che comunicano messaggi contrastanti

2. L’oversensory overload

Errore: troppi stimoli sensoriali forti contemporanei senza che uno sia primario

3. La genericità sensoriale

Errore: Utilizzare gli stessi codici sensoriali classici del settore

5. La sottovalutazione culturale

Errore: Non considerare differenze culturali nella percezione sensoriale

Conclusione: il brand vive nei sensi

Il branding tradizionale costruisce, forse, riconoscimento. Il branding sensoriale costruisce dipendenza emotiva.

La differenza è abissale.

In un mondo in cui le persone si legano sempre meno ad un brand, sono “meno fedeli”, il branding sensoriale è la soluzione per manipolare il target e condurlo a te.

Il futuro appartiene ai brand che non si limitano a comunicare, ma che riescono a vivere nei sensi delle persone.


Bibliografia e Approfondimenti

Libri fondamentali:

  • “Brand Sense” – Martin Lindstrom
  • “Buyology” – Martin Lindstrom
  • “Neurobranding” – Mariano Diotto

Vuoi approfondire? Leggi questo articolo: Neuromarketing e decisioni di acquisto

Luca Attolini - Consulente Email Marketing

Luca Attolini

Email Marketer

Studio e applico strategie di email marketing, automazioni e copywriting per aziende fisiche, brand e ecommerce che vogliono scalare il loro business. 4 volte premiato da Marketers. Valutato Eccellente su Trustpilot.

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