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Configurare Klaviyo: 9 Step Essenziali per Fatturare

Cover - Configurare Klaviyo

 

Configurare Klaviyo significa collegare il tuo ecommerce alla piattaforma, autenticare il dominio di invio, importare e segmentare i contatti e attivare i primi flow automatici. Fatta bene, la configurazione di Klaviyo trasforma la posta elettronica nel canale a più alto ROI del tuo store, capace di generare fatturato mentre dormi.

Il novanta per cento degli store che aprono un account non arriva mai al primo euro generato dalle automazioni. Non perché lo strumento sia difficile, ma perché saltano i passaggi che decidono se le email atterrano nella inbox o nella terra di nessuno dello spam. Un account acceso non è un account che fattura. La differenza la fa la sequenza con cui costruisci le fondamenta tecniche prima di premere invio.

In questa guida operativa ti porto attraverso i nove step per configurare Klaviyo da zero, nell’ordine esatto in cui vanno affrontati, con le trappole che vedo sabotare gli ecommerce italiani ogni settimana.

Perché configurare Klaviyo è una questione di fatturato e non di software?

Semplicissimo. Perché ogni giorno di configurazione sbagliata è fatturato che evapora. Un abandoned cart flow non attivo lascia sul tavolo il recupero di carrelli che avevi già quasi chiuso, e un dominio non autenticato spedisce le tue email dritte nella cartella spam, dove nessuno le apre.

La posta elettronica resta il canale con il ritorno più alto del marketing digitale, con stime che si aggirano intorno ai 36 dollari di ricavo per ogni dollaro investito (Litmus, 2024). Ma quel numero è una media che nasconde una selezione naturale spietata: sopravvive chi ha configurato l’ecosistema tecnico, si estingue chi ha trattato la piattaforma come una rubrica per spedire newsletter a caso. Configurare Klaviyo nel modo corretto significa costruire l’infrastruttura che permette a quel ROI di esistere, invece di sperare che accada.

Il costo reale di una configurazione rimandata

Immagina uno store che fattura 50.000 euro al mese di traffico. Gli studi di settore attribuiscono all’email ben gestita una quota che oscilla tra il 20 e il 30 per cento del fatturato ecommerce (Klaviyo, 2025). Rimandare la configurazione di Klaviyo di tre mesi, su quei numeri, significa rinunciare a decine di migliaia di euro di ricavi automatizzabili. Non lo vedi in fattura: resta una emorragia silenziosa che non compare da nessuna parte, tranne che nel fatturato mancato.

Cosa ti serve prima di configurare Klaviyo?

Per configurare Klaviyo correttamente servono tre cose:

  1. accesso al pannello del tuo ecommerce
  2. accesso al pannello DNS del tuo dominio
  3. la tua lista contatti esistente in formato pulito.

Senza questi tre asset, la configurazione di Klaviyo si blocca a metà e ti tocca ricominciare.

La maggior parte dei blocchi durante il setup nasce da un dettaglio banale: non hai le credenziali per modificare i record DNS del dominio, perché li gestisce l’agenzia che ti ha fatto il sito o un fornitore che non senti da due anni. Recupera quegli accessi prima di iniziare, perché senza toccare il DNS non puoi autenticare il dominio, e senza autenticazione le tue email partono zoppe. Prepara anche l’export della lista contatti attuale, con il consenso tracciato, perché caricare indirizzi raccolti senza permesso è il modo più rapido per bruciare la reputazione del nuovo dominio al primo invio.

Klaviyo o Brevo: quale piattaforma configurare per il tuo caso?

Prima di configurare Klaviyo da zero, verifica che sia lo strumento giusto per la tua fase, perché configurare Klaviyo su una piattaforma sbagliata per il tuo modello è tempo buttato. Klaviyo è l’arsenale pensato per ecommerce strutturati che vogliono automazioni complesse, segmentazione comportamentale profonda e integrazione nativa con Shopify e WooCommerce. Se invece hai un personal brand, una PMI o stai muovendo i primi passi con budget contenuto, Brevo ti dà una rampa di lancio più economica e altrettanto solida. La scelta dipende dalla complessità del tuo ecosistema, non dall’hype. Se vuoi un confronto ragionato, ho analizzato il tema nella guida alle migliori piattaforme di email marketing.

Come creare e impostare l’account Klaviyo? (Step 1)

Registri l’account su Klaviyo, inserisci i dati aziendali reali (ragione sociale, indirizzo fisico, dominio) e imposti il paese e la valuta corretti. Questi dati non sono burocrazia: alimentano il footer legale delle email e la conformità richiesta dai filtri antispam.

Quando crei l’account per Klaviyo, il sistema ti chiede l’indirizzo fisico dell’azienda. Molti lo saltano o inseriscono un dato fasullo, ignorando che un indirizzo postale valido nel footer è un requisito legale in gran parte dei paesi e un segnale di legittimità che i provider di posta leggono. Imposta subito il sender name e il sender email usando il dominio aziendale, mai un indirizzo gratuito tipo gmail o libero: spedire campagne da un dominio pubblico è una bandiera rossa che i filtri riconoscono a distanza.

Configura anche il fuso orario corretto, perché determina l’orario reale di partenza delle tue campagne e dei tuoi flow.

Come collegare il tuo ecommerce a Klaviyo? (Step 2)

Colleghi lo store tramite l’integrazione nativa: per Shopify e WooCommerce bastano pochi clic e Klaviyo sincronizza in automatico ordini, clienti e comportamento di navigazione. Questa connessione è il sistema nervoso di tutta la configurazione, perché senza dati di acquisto i flow non hanno munizioni.

L’integrazione con l’ecommerce è il passaggio che trasforma Klaviyo da semplice strumento di invio a motore di revenue.

Klaviyo permette di sincronizzare con un clic lo storico degli ordini e collegare le piattaforme più diffuse tramite integrazioni pre-costruite (Klaviyo, 2025). Una volta connesso, lo store inizia a passare a Klaviyo eventi preziosi: chi ha visitato un prodotto, chi ha aggiunto al carrello, chi ha acquistato e cosa. Questi eventi sono il territorio su cui costruirai la segmentazione e i trigger dei flow. Se usi Shopify, attiva anche il tracking del comportamento onsite tramite lo snippet di Klaviyo, così catturi le sessioni di browsing anche degli utenti non ancora iscritti.

Perché l’integrazione va prima dei contenuti

Vedo molti store che si mettono a disegnare template bellissimi prima ancora di aver collegato l’ecommerce. È l’ordine sbagliato. Senza integrazione attiva, ogni email che scrivi è cieca: non sa chi ha comprato, non sa cosa ha guardato, non sa quando colpire. Configurare Klaviyo con metodo significa costruire le fondamenta di dati prima delle decorazioni. Prima il sistema nervoso, poi il vestito.

Come autenticare il dominio di invio in Klaviyo? (Step 3)

Autentichi il dominio impostando i record SPF, DKIM e DMARC nel pannello DNS e attivando il branded sending domain dentro Klaviyo. Questo step decide se il 100 per cento delle tue email è considerato legittimo o se una fetta finisce direttamente nello spam.

Qui si gioca la guerra della deliverability, e la maggior parte degli store la perde per pigrizia. SPF, DKIM e DMARC sono i tre livelli di autenticazione che dimostrano ai server riceventi che sei davvero tu a spedire. SPF è il passaporto digitale della tua email: dichiara quali server sono autorizzati a inviare a tuo nome. DKIM è la firma crittografica che certifica che il messaggio non è stato alterato in viaggio. DMARC è la polizia dei server: dice ai provider cosa fare quando qualcuno prova a spedire fingendosi te.

Klaviyo raccomanda di configurare un branded sending domain dedicato, aggiungendo i record DNS direttamente dalle impostazioni dell’account (Klaviyo, 2025).

Il requisito Gmail e Yahoo che ha cambiato le regole

Da febbraio 2024, Google e Yahoo impongono a chi spedisce volumi elevati (oltre 5.000 email al giorno) tre condizioni non negoziabili: autenticazione completa con SPF, DKIM e DMARC, un link di disiscrizione con un clic, e un tasso di reclami spam mantenuto sotto lo 0,3-0,5 per cento (Google, 2024). Chi non si adegua vede crollare la deliverability senza preavviso. Configurare Klaviyo senza il dominio autenticato, oggi, equivale a mandare la tua fanteria contro le mitragliatrici: un suicidio annunciato. Se vuoi approfondire ogni livello di difesa, ho scritto una guida completa alla deliverability che ti spiega come blindare la reputazione del dominio.

Come importare e pulire la lista contatti su Klaviyo? (Step 4)

Uno degli step più importanti quando devi configurare Klaviyo è l’esportazione della lista.

Quando esporti la lista dal vecchio strumento, la ripulisci da indirizzi errati e inattivi, poi la importi in Klaviyo mantenendo solo i contatti con consenso valido. Importare una lista sporca è il modo più veloce per avvelenare la reputazione del dominio appena autenticato.

La tentazione di caricare tutti gli indirizzi accumulati negli anni è forte, ed è una trappola letale. Ogni indirizzo inesistente genera un hard bounce, ogni contatto che non ti apre da mesi trascina in basso i tuoi tassi di engagement, e i provider di posta usano proprio l’engagement per decidere dove recapitarti. Prima di importare, ripulisci la lista: rimuovi gli indirizzi con errori di battitura evidenti, elimina i duplicati e valuta una verifica con un tool di validazione. La list hygiene è la selezione naturale applicata alla tua lista: gli iscritti zombie vanno separati dagli attivi, perché tenerli a bordo affonda anche i sani. Ne ho parlato in dettaglio nella guida alla list hygiene.

La regola del consenso che ti evita guai

In Italia e nell’Unione Europea, il GDPR non ammette scorciatoie: puoi importare in Klaviyo solo contatti che ti hanno dato un consenso esplicito e documentabile. Caricare liste comprate o raschiate dal web, oltre a essere illegale, resta tatticamente stupido: quei contatti non ti conoscono, ti segnalano come spam e distruggono la reputazione che stai costruendo. Configurare Klaviyo su fondamenta legali pulite ti protegge dalle sanzioni e dalla morte per reclami.

Come costruire liste e segmenti dentro Klaviyo? (Step 5)

Crei una lista master per gli iscritti e poi costruisci segmenti dinamici basati sul comportamento: acquirenti recenti, inattivi, alto valore, mai acquistato. Il segmento è il bisturi che ti permette di colpire il messaggio giusto sulla persona giusta.

Molti confondono lista e segmento, e la confusione costa fatturato.

La lista, detta anche elenco, è statica, un contenitore in cui gli iscritti entrano una volta. Il segmento è dinamico, una regola che aggiorna in tempo reale chi ne fa parte in base al comportamento. Se spedisci a tutta la lista lo stesso messaggio, stai usando un machete dove serve un bisturi. La segmentazione ti permette di parlare a chi ha comprato ieri in modo diverso da chi non apre una tua email da sei mesi.

Configurare Klaviyo bene significa costruire fin da subito i segmenti fondamentali, così ogni invio parte già chirurgico.

Elemento Lista Segmento
Natura Statica Dinamica
Aggiornamento Manuale, all’iscrizione Automatico, in tempo reale
Uso ideale Raccogliere gli opt-in Colpire in base al comportamento
Esempio Iscritti newsletter Acquirenti ultimi 30 giorni

I segmenti che ti conviene creare subito sono quattro: acquirenti attivi degli ultimi 30-60 giorni, clienti ad alto valore per fatturato totale, iscritti mai convertiti, e contatti a rischio churn che non aprono da tempo. Da questi quattro fronti costruisci tutte le campagne mirate, e configurare Klaviyo con questi segmenti pronti fin dal primo giorno ti evita di spedire alla cieca. Per approfondire la logica dietro le divisioni, leggi la guida alla segmentazione nell’email marketing.

Quali flow attivare per primi durante la configurazione di Klaviyo? (Step 6)

Attivi in ordine di priorità quattro flow: welcome sequence, abandoned cart, browse abandonment e post-purchase.

Sono le automazioni che generano la quota maggiore di fatturato con il minimo sforzo continuativo, perché lavorano da sole ventiquattro ore su ventiquattro.

I flow sono la fanteria che combatte mentre tu dormi, e nella configurazione di Klaviyo sono la priorità assoluta dopo le fondamenta tecniche. Le automazioni comportamentali generano una quota di ricavo email sproporzionata rispetto al numero di invii, perché colpiscono l’utente nel momento esatto di massima intenzione (Klaviyo, 2025).

Perché il welcome flow viene prima di tutti?

Il welcome flow è il primo appuntamento con il cliente, e la prima impressione in amore vale quanto in email marketing. Quando qualcuno si iscrive, la sua attenzione è al picco: ti ha appena dato il permesso di entrare nella sua inbox. Una sequenza di benvenuto ben costruita accoglie, racconta chi sei, gestisce le obiezioni e spesso porta il primo acquisto. Configurare Klaviyo senza welcome flow attivo significa sprecare il momento di massima apertura del rapporto. Ho dedicato una guida intera al welcome flow, con la struttura delle email che convertono.

Come impostare l’abandoned cart flow?

L’abandoned cart è il recupero chirurgico di fatturato che stavi per perdere. Un utente aggiunge al carrello, poi si distrae, chiude la scheda e sparisce. Il flow di recupero lo riaggancia con una sequenza di solleciti a intervalli calibrati, spesso con un incentivo progressivo. Su uno store medio è tra i flow a più alto ritorno in assoluto. Attenzione a non partire con lo sconto alla prima email: prima ricordi, poi crei urgenza, e solo alla fine, se serve, offri l’incentivo. Ho raccolto gli sbagli più comuni nella guida agli errori nell’abandoned cart e nella guida completa all’abandoned cart.

La sequenza di attivazione dei flow

L’ordine con cui accendi i flow non è casuale. Parti dal welcome flow, perché intercetta ogni nuovo iscritto. Poi attiva l’abandoned cart, che recupera denaro già quasi tuo. Terzo il browse abandonment, che colpisce chi ha guardato senza aggiungere al carrello. Quarto il post-purchase, che trasforma il primo acquisto in relazione ripetuta e alza il valore del cliente nel tempo. Solo dopo questi quattro pilastri ha senso costruire win-back e flow stagionali. Configurare Klaviyo in quest’ordine ti fa vedere fatturato già nelle prime settimane.

Come configurare i pop-up e i form di raccolta in Klaviyo? (Step 7)

Costruisci i sign-up form direttamente in Klaviyo, li colleghi alla lista master e imposti il trigger giusto: pop-up all’uscita, form embedded, o teaser laterale. Senza un sistema di cattura, la tua lista non cresce e i flow restano senza carburante.

Un ecommerce senza form di raccolta è una trincea senza rifornimenti: prima o poi le munizioni finiscono. Klaviyo integra un builder di form nativo che ti permette di creare pop-up e moduli embedded senza codice.

Il pop-up con exit intent intercetta chi sta per abbandonare il sito, il form embedded raccoglie in modo meno invasivo dentro le pagine, e un teaser discreto può convertire senza infastidire. La regola è offrire una ragione concreta per iscriversi: uno sconto di benvenuto, un contenuto esclusivo, l’accesso anticipato ai lanci. Configurare Klaviyo con un buon sistema di form significa alimentare in continuazione la lista che nutre tutti i tuoi flow. Ho spiegato come farlo rendere nella guida al pop up form per la lead generation.

Come configurare tracking e metriche in Klaviyo? (Step 8)

Attivi il conversion tracking, verifichi che gli eventi di acquisto arrivino correttamente e imposti le metriche che leggerai ogni settimana: open rate, click rate, conversioni e fatturato per email. Senza misurazione, stai combattendo bendato.

La configurazione di Klaviyo non è finita quando l’email parte: è finita quando sai leggere cosa succede dopo. Verifica che il tracking delle conversioni sia attivo e che ogni ordine venga attribuito correttamente al flow o alla campagna che lo ha generato.

Configurare Klaviyo senza chiudere il cerchio della misurazione è come vincere una battaglia e non contare i sopravvissuti. Le metriche che contano non sono le vanity metric, ma il fatturato per destinatario, il tasso di conversione dei flow e l’andamento del bounce rate, che è il tuo sismografo della deliverability. Un open rate che crolla o un bounce rate che sale sono i primi segnali che qualcosa nella reputazione si sta incrinando. Per costruire un cruscotto di lettura serio, guarda la guida alle metriche dell’email marketing.

Il numero che devi guardare ogni lunedì

Se dovessi tenere d’occhio una sola metrica dopo aver configurato Klaviyo, sarebbe il fatturato attribuito alle automazioni. È il termometro della salute del sistema: se cresce, i flow stanno lavorando; se stagna, hai un problema di deliverability, di segmentazione o di contenuto da diagnosticare subito. Tutto il resto è rumore rispetto a questo segnale.

Come fare il warm-up del dominio dopo aver configurato Klaviyo? (Step 9)

Fai il warm-up aumentando gradualmente i volumi di invio nelle prime settimane, partendo dai contatti più attivi. Bombardare un dominio nuovo con l’intera lista al primo colpo è la strada più rapida per finire in blacklist.

Un dominio appena autenticato non ha ancora reputazione presso i provider di posta, ed è come una nuova specie che entra in un ecosistema: deve guadagnarsi lentamente il suo territorio prima di poter avanzare in forze. Il warm-up consiste nell’aumentare i volumi in modo progressivo, iniziando dai segmenti più coinvolti, quelli che aprono e cliccano, perché l’engagement positivo costruisce reputazione. Se al primo invio spari a tutta la lista, inclusi i contatti freddi, generi bounce e reclami che ti bruciano prima ancora di partire. Configurare Klaviyo e poi saltare il warm-up è come costruire un esercito e mandarlo allo sbaraglio senza addestramento.

Il calendario del warm-up

Nelle prime due settimane spedisci solo ai segmenti più attivi degli ultimi 30-60 giorni, con volumi contenuti. Nella terza e quarta settimana allarghi progressivamente ai contatti coinvolti fino a 90 giorni. Solo dopo che i tassi di apertura si sono stabilizzati alzi il volume verso l’intera lista pulita. Questa pazienza tattica nelle prime settimane determina la deliverability dei mesi successivi. Chi corre in questa fase paga il conto per un anno.

Quali errori evitare quando configuri Klaviyo?

Gli errori più costosi sono cinque: saltare l’autenticazione del dominio, importare liste non pulite, attivare tutti i flow insieme senza test, ignorare la segmentazione e trascurare il warm-up. Ognuno di questi sabota la configurazione dalle fondamenta.

Ho visto ecommerce con prodotti eccellenti bruciare mesi di potenziale fatturato per errori di setup banali. Il più diffuso è trattare Klaviyo come un semplice sostituto della vecchia newsletter, ignorando che la sua forza sta nei dati comportamentali e nelle automazioni. Un altro classico è configurare i flow ma non collegarli mai ai trigger corretti, così restano spenti come munizioni mai caricate. C’è poi chi disegna template sofisticati prima di aver autenticato il dominio, e si stupisce quando le email finiscono nello spam nonostante la grafica curata. La grafica non salva un dominio non autenticato: la deliverability viene prima dell’estetica, sempre.

Un ultimo errore silenzioso è non aggiornare mai i segmenti. La tua lista è un organismo vivo che muta di continuo: chi era attivo sei mesi fa può essere diventato un iscritto zombie oggi. Configurare Klaviyo una volta e non tornarci più significa lasciare che il sistema si degradi da solo. La manutenzione è parte della configurazione, non un extra.

Configurazione fai-da-te o professionista: quando conviene delegare?

Puoi configurare Klaviyo da solo se hai tempo, competenze tecniche di base e volumi ancora contenuti. Conviene delegare quando il fatturato in gioco rende ogni giorno di errore più costoso della consulenza stessa. La matematica è brutale nella sua semplicità.

La configurazione fai-da-te ha senso per chi parte da zero, ha budget stretto e può permettersi una curva di apprendimento. Ma quando il tuo store fattura cifre serie, ogni settimana di flow mal configurati costa più di quanto costerebbe farsi affiancare da chi lo fa di mestiere. Un professionista dell’email marketing non ti fa risparmiare solo tempo: ti evita gli errori invisibili che erodono la deliverability e ti fa vedere fatturato che da solo non avresti mai intercettato. Configurare Klaviyo bene la prima volta costa meno che riparare un ecosistema compromesso dopo sei mesi di sbagli accumulati.

Domande frequenti sulla configurazione di Klaviyo

Quanto tempo serve per configurare Klaviyo da zero?

Una configurazione di base completa richiede da qualche ora a un paio di giorni di lavoro, a seconda della complessità del tuo store e dello stato della lista. L’autenticazione del dominio può richiedere fino a 48 ore per la propagazione DNS. I primi flow e la segmentazione fondamentale si costruiscono in una giornata, ma l’ottimizzazione continua è un processo che non si ferma mai.

Posso configurare Klaviyo senza un ecommerce?

Sì, Klaviyo funziona anche per business senza store online, come servizi o personal brand, sfruttando liste, segmenti e flow basati su comportamenti diversi dall’acquisto. Perdi però la potenza dei dati transazionali che rendono la piattaforma imbattibile per gli ecommerce. Se non hai un negozio online strutturato, valuta se Brevo non sia una scelta più adatta e leggera per la tua fase.

Devo autenticare il dominio anche se ho pochi contatti?

Sì, sempre. Anche sotto le soglie di volume imposte da Google e Yahoo, un dominio autenticato con SPF, DKIM e DMARC recapita meglio e costruisce reputazione fin dal primo invio. Rimandare l’autenticazione perché hai pochi iscritti è un errore tattico: la reputazione si costruisce dal primo giorno, non quando i numeri crescono.

Qual è la differenza tra lista e segmento in Klaviyo?

La lista è un contenitore statico in cui i contatti entrano all’iscrizione e restano finché non li rimuovi. Il segmento è dinamico e aggiorna in tempo reale chi ne fa parte in base a regole comportamentali, come gli acquisti recenti o l’inattività. Usi le liste per raccogliere gli opt-in, i segmenti per colpire con precisione chirurgica.

Quali flow devo attivare per primi dopo aver configurato Klaviyo?

Attiva nell’ordine welcome flow, abandoned cart, browse abandonment e post-purchase. Sono le quattro automazioni che generano la quota più alta di fatturato con il minimo sforzo continuativo. Solo dopo aver consolidato questi pilastri ha senso costruire win-back, flow stagionali e sequenze di lancio più elaborate.

Configurare Klaviyo garantisce che le email non finiscano nello spam?

Non da solo. Una configurazione corretta con dominio autenticato e warm-up graduale è la base necessaria, ma la deliverability dipende anche dalla list hygiene costante, dalla qualità dei contenuti e dal mantenere basso il tasso di reclami. La configurazione apre la strada, la disciplina quotidiana la mantiene libera.

Klaviyo è adatto anche a un piccolo ecommerce italiano?

Sì. Klaviyo scala dai piccoli store fino ai grandi brand, e le integrazioni con Shopify e WooCommerce lo rendono accessibile anche a chi parte con volumi contenuti. Se il budget iniziale è un vincolo stringente, puoi iniziare con Brevo e migrare in seguito, ma per un ecommerce che vuole crescere sul serio Klaviyo resta l’investimento con il ritorno più alto.

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Configurare Klaviyo è metà tecnica e metà persuasione. Questi volumi ti danno le munizioni strategiche per riempire di contenuto efficace l’infrastruttura che hai costruito.

Configura le fondamenta, poi lascia che il sistema fatturi

Configurare Klaviyo significa costruire l’infrastruttura che decide quanto fatturato il tuo canale più redditizio riuscirà a generare nei prossimi anni, altro che semplice adempimento tecnico da spuntare. Hai visto i nove step: creare l’account, collegare l’ecommerce, autenticare il dominio con SPF, DKIM e DMARC, importare e pulire la lista, costruire liste e segmenti, attivare i flow prioritari, impostare i form di raccolta, configurare il tracking e fare il warm-up del dominio. Ogni passaggio saltato è una crepa nelle fondamenta che prima o poi crolla sul fatturato.

L’errore che paga il conto più caro è credere che la piattaforma faccia il lavoro da sola. Klaviyo è un arsenale potentissimo, ma un arsenale mal configurato è più pericoloso di nessun arsenale, perché ti illude di essere protetto mentre il denaro evapora nello spam. Se il tuo store fattura cifre serie e vuoi che la configurazione di Klaviyo diventi un motore di ricavi invece di un cantiere aperto a metà, scrivimi per una consulenza di email marketing: analizziamo il tuo ecosistema, impostiamo l’infrastruttura giusta e costruiamo i flow che fatturano mentre dormi.

Buono studio e buona battaglia.
Luca

Luca Attolini - Consulente Email Marketing

Luca Attolini

Email Marketer

Studio e applico strategie di email marketing, automazioni e copywriting per aziende fisiche, brand e ecommerce che vogliono scalare il loro business. 4 volte premiato da Marketers. Valutato Eccellente su Trustpilot.

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