L’email marketing festività è l’insieme di campagne e flussi automatici che il tuo ecommerce attiva nel periodo di picco (dal Black Friday all’Epifania) per trasformare traffico stagionale in fatturato ricorrente. Nei brand Klaviyo i canali proprietari come email e SMS hanno generato il 42% del fatturato totale durante il BFCM 2025 (Klaviyo, 2025).
C’è un dato che dovrebbe togliere il sonno a chi gestisce un ecommerce. Ogni anno, tra fine novembre e la Befana, si concentra una quota enorme del fatturato annuale, e la maggior parte dei negozi online arriva a quel campo di battaglia disarmata: nessun calendario, nessun flusso preparato, nessuna lista pulita. Aprono la stagione più affollata dell’anno sperando che il traffico a pagamento faccia il miracolo, e bruciano margine in aste pubblicitarie che a dicembre costano il doppio. Chi ha costruito un sistema di email marketing festività, invece, entra nel picco con un arsenale già carico e vende mentre i concorrenti stanno ancora scrivendo la prima newsletter.
Questa guida ti dà le 7 mosse per preparare, lanciare e difendere le tue campagne festive, con i dati reali del 2025 e 2026 e le scelte tecniche che separano chi fattura da chi guarda gli altri fatturare.
Indice
Perché l’email marketing festività decide il tuo Q4
Quando iniziare a preparare le campagne per le feste
Come costruire il calendario editoriale delle festività
Quali flussi automatici attivare prima del picco
Come segmentare la lista per le campagne natalizie
Come difendere la deliverability nel picco di dicembre
Come scrivere subject line che vincono nella inbox affollata
Klaviyo o Brevo per gestire l’email marketing festività
Quali metriche monitorare durante la stagione
Come recuperare fatturato a gennaio con la coda della stagione
Gli errori che spengono le tue campagne festive
Le 7 mosse in sintesi
Domande frequenti sull’email marketing festività
Articoli consigliati
Libri consigliati
Perché l’email marketing festività decide il tuo Q4?
Perché nel periodo festivo la domanda esiste già: le persone hanno deciso di comprare, devi solo essere il brand che ricordano al momento giusto. L’email marketing festività ti mette davanti a clienti che ti conoscono, con un costo per contatto vicino allo zero rispetto alle ads.
La differenza tra il canale email e la pubblicità a pagamento durante le feste è una questione di territorio. Le ads sono terra di nessuno che riconquisti ogni giorno pagando l’asta, e a dicembre quell’asta si infiamma perché ogni ecommerce del pianeta combatte per la stessa attenzione. La tua lista email, invece, è territorio già conquistato: nessuno può alzare il prezzo per raggiungere persone che ti hanno dato il permesso di scrivergli. Nei brand analizzati da Klaviyo, i canali proprietari hanno toccato il 43,3% del fatturato totale nel giorno del Black Friday (Klaviyo, 2025), la prova che quando il traffico esterno costa di più, chi possiede un canale diretto vince.
Il costo reale di arrivare impreparato alle feste
Un ecommerce che a novembre non ha un calendario festivo pronto reagisce invece di agire. Improvvisa una newsletter il giorno del Black Friday, la manda a tutta la lista senza segmentare, finisce in spam per il picco di volume improvviso e chiude la giornata più importante dell’anno con un open rate dimezzato. Il fatturato perso non si vede in un report, perché non c’è una riga rossa: c’è solo un numero verde più basso di quello che sarebbe potuto essere. Questo è il modo silenzioso in cui un ecommerce lascia margine sul tavolo.
La previsione per la stagione è chiara: le vendite ecommerce nel picco festivo sono attese in crescita di circa il 12% anno su anno, mentre per i canali proprietari come l’email la crescita stimata sale al 15% e per gli SMS al 33% (Klaviyo, 2025). Il messaggio strategico è che il valore si sta spostando verso i canali che possiedi, e chi costruisce ora quel patrimonio raccoglie per anni.
Quando iniziare a preparare le campagne per le feste?
Devi iniziare tra settembre e ottobre, non a novembre. La preparazione richiede tempo per pulire la lista, riscaldare il dominio, costruire i flussi e disegnare il calendario. Chi parte tardi manda volumi alti su una reputazione fredda e finisce nella cartella spam proprio quando conta.
La stagionalità dell’email segue una logica evolutiva. Come una specie che accumula riserve prima dell’inverno, il tuo dominio mittente deve costruire reputazione nei mesi tranquilli per sopravvivere al picco. Se passi da diecimila invii a settimana a duecentomila nel giro di pochi giorni, i provider come Gmail e Outlook interpretano quel salto come il comportamento tipico di uno spammer e ti penalizzano. Il riscaldamento graduale (warm-up) va iniziato con settimane di anticipo, aumentando i volumi in modo progressivo e mandando prima ai contatti più attivi, quelli che aprono e cliccano e che segnalano ai provider che sei un mittente desiderato.
La finestra di preparazione ideale
Settembre serve a fare pulizia: rimuovi gli indirizzi morti, riattiva i dormienti con una campagna di re-engagement, verifica autenticazione SPF, DKIM e DMARC. Ottobre serve a costruire: scrivi i flussi, prepara i template, disegna i segmenti. Novembre serve a scaldare: alza i volumi con contenuto di valore prima del Black Friday, così arrivi al picco con una reputazione solida invece che con un dominio che i provider non riconoscono più.
Come costruire il calendario editoriale delle festività?
Costruiscilo a ritroso, partendo dalle date di picco e distribuendo le email in modo che ogni momento commerciale abbia la sua sequenza. Il calendario festivo non è una lista di date ma una manovra coordinata dove ogni invio prepara il successivo.

Il calendario di email marketing festività non è un singolo evento ma una campagna militare con più fasi, ognuna con un obiettivo diverso. Il pre-lancio costruisce attesa e raccoglie interesse, il picco converte, la coda recupera chi ha esitato. Trattare tutte le date allo stesso modo è l’errore di chi vede il Natale come un unico giorno invece che come sei settimane di battaglia continua. Ecco una struttura di riferimento che puoi adattare al tuo assortimento.
| Fase | Periodo | Obiettivo | Tipo di email |
|---|---|---|---|
| Riscaldamento | Inizio novembre | Costruire attesa e segmentare gli interessati | Teaser, guide regalo, early access per iscritti |
| Pre Black Friday | Settimana prima | Creare lista d’attesa e priorità VIP | Annuncio offerte, accesso anticipato |
| Black Friday e Cyber Monday | Ultimo weekend di novembre | Massimizzare le conversioni | Lancio offerta, promemoria scadenza, ultime ore |
| Corsa a Natale | 1 to 20 dicembre | Vendere con leva sulle spedizioni | Idee regalo, countdown spedizioni, gift card |
| Ultimo minuto | 20 to 24 dicembre | Convertire i ritardatari | Gift card digitali, download immediati |
| Post festività | 26 dicembre to 6 gennaio | Svuotare magazzino e fidelizzare | Saldi, resi facili, benvenuto ai nuovi clienti |
La leva più sottovalutata è quella delle spedizioni. Nella corsa a Natale, la scarsità reale non è lo sconto ma il tempo: comunicare la data limite entro cui l’ordine arriva sotto l’albero crea un’urgenza autentica, che il cliente percepisce come un servizio e non come una pressione. Quando lo sconto scade puoi sempre rilanciarlo, ma quando il corriere non garantisce più la consegna in tempo, quella finestra è chiusa per davvero.
Quante email inviare durante le feste?
Più di quante pensi, ma solo ai segmenti giusti. Durante il picco puoi arrivare a inviare quotidianamente ai tuoi contatti più attivi senza danneggiare la reputazione, perché sono loro a tenere alti open rate e click. Ai contatti freddi, invece, riduci la frequenza per non accumulare disiscrizioni e segnalazioni spam che affossano la deliverability.
Quali flussi automatici attivare prima del picco?
Devi attivare i flussi che lavorano mentre dormi: welcome, carrello abbandonato, browse abandonment e post acquisto. Durante le feste il traffico esplode, e senza automazioni ogni visitatore che esce senza comprare è fatturato perso che nessuno recupererà a mano.
Nell’email marketing festività le campagne una tantum sono l’artiglieria che spari a comando, mentre i flussi automatici sono le sentinelle appostate che colpiscono ventiquattro ore su ventiquattro. Durante le feste il rapporto di forza si ribalta: arriva così tanto traffico nuovo che i flussi automatici, se ben costruiti, generano una quota crescente del fatturato senza che tu tocchi nulla. Il flusso di carrello abbandonato diventa la trincea più redditizia, perché a dicembre il tasso di abbandono sale (le persone confrontano più prezzi) e ogni promemoria ben scritto recupera ordini che sembravano persi.
I quattro flussi che devono essere attivi a novembre
Il welcome flow accoglie l’ondata di nuovi iscritti che le campagne festive portano e li converte al primo acquisto. Il carrello abbandonato recupera chi esita davanti al prezzo. Il browse abandonment intercetta chi ha guardato un prodotto senza aggiungerlo al carrello. Il flusso post acquisto trasforma un cliente natalizio occasionale in un cliente ricorrente, perché il vero valore delle feste non è la prima vendita ma il secondo ordine di gennaio.
Un errore comune è disattivare i flussi durante le campagne per paura di “sommergere” i contatti. È una manovra difensiva che ti costa fatturato: chi ha appena abbandonato un carrello vuole quel promemoria, e sospendere l’automazione significa lasciarlo andare dal concorrente. Meglio regolare le esclusioni tra flussi e campagne che spegnere del tutto le tue difese automatiche. Se vuoi approfondire l’architettura completa, la trovi nella guida all’automazione dell’email marketing.
Come segmentare la lista per le campagne natalizie?
Segmenta per comportamento e valore, non per anagrafica. I segmenti che contano nelle feste sono i clienti VIP, gli acquirenti delle passate stagioni festive, gli iscritti recenti e i dormienti. Mandare la stessa email a tutti spreca la risorsa più preziosa che hai, la rilevanza.
La segmentazione durante le feste è la differenza tra il machete e il bisturi. Chi taglia con il machete manda un unico messaggio a tutta la lista e ottiene un risultato medio: qualcuno compra, molti ignorano, alcuni si disiscrivono infastiditi. Chi opera con il bisturi divide la lista in gruppi con bisogni diversi e parla a ciascuno la sua lingua. Il cliente che ha comprato lo scorso Natale vuole sentirsi riconosciuto e trattato da veterano, l’iscritto di ieri va convinto con la riprova sociale, il dormiente va risvegliato con un’offerta abbastanza forte da meritare la sua attenzione.
| Segmento | Chi include | Angolo del messaggio |
|---|---|---|
| VIP | Top spender e acquirenti frequenti | Accesso anticipato, regalo esclusivo, riconoscimento |
| Acquirenti festivi passati | Chi ha comprato nelle feste precedenti | “Bentornato”, offerta sulla categoria acquistata |
| Iscritti recenti | Chi si è iscritto negli ultimi 30 giorni | Riprova sociale, best seller, primo sconto |
| Engaged non acquirenti | Apre e clicca ma non ha mai comprato | Rimozione dell’obiezione, garanzia, urgenza |
| Dormienti | Nessuna apertura da 90+ giorni | Offerta forte o esclusione per proteggere la reputazione |
La segmentazione avanzata paga soprattutto nelle feste perché la posta in gioco è alta e la finestra è stretta. Se vuoi costruire una struttura di segmenti che regga tutto l’anno e non solo a dicembre, parti dalla guida completa alla segmentazione e adattala al picco stagionale.
Come difendere la deliverability nel picco di dicembre?
Difendila con autenticazione impeccabile, warm-up graduale e igiene della lista. A dicembre il volume di email nel mondo esplode e i provider diventano severi: se la tua reputazione è debole, finisci in spam proprio quando ogni email vale il doppio. La deliverability è il fronte che decide se le tue campagne vengono viste.
Puoi scrivere la migliore campagna natalizia della storia, ma se non raggiunge la inbox è come sparare munizioni a salve. La deliverability durante le feste è sotto assedio per due ragioni: il volume globale aumenta e il tuo volume personale aumenta, e i provider leggono ogni anomalia come un segnale di rischio. SPF, DKIM e DMARC sono il passaporto digitale della tua email: senza quei tre livelli di autenticazione configurati, Gmail e Outlook non hanno modo di sapere se sei tu a spedire o un impostore che usa il tuo dominio, e nel dubbio ti mettono in quarantena.
La lista pulita è la migliore assicurazione festiva
Mandare a indirizzi morti durante il picco è il modo più rapido per rovinarti la stagione. Ogni bounce e ogni segnalazione spam abbassa il tuo sender score, il punteggio di credito della tua reputazione, e quel punteggio decide quanti dei tuoi contatti veri vedranno le email successive. Una campagna di list hygiene a ottobre, che rimuove i contatti mai attivi e riattiva i dormienti, è un investimento che si ripaga in inbox placement a dicembre. Per il dettaglio tecnico su autenticazione e reputazione, consulta la guida completa alla deliverability.
Come scrivere subject line che vincono nella inbox affollata?
Scrivile pensando all’anteprima su mobile e alla specificità. Durante le feste la inbox del tuo cliente è un campo di battaglia dove decine di brand urlano lo stesso “sconto del 30%”. Vince chi è concreto, chi crea curiosità reale e chi ottimizza per lo schermo dove le email vengono davvero aperte, lo smartphone.

La subject line è la prima linea del fronte, ed è lì che si perde o si vince la battaglia dell’apertura. A dicembre il tuo cliente riceve un numero di email superiore a qualsiasi altro momento dell’anno, e il suo cervello attiva un filtro difensivo, la cosiddetta ad blindness, che scarta in automatico tutto ciò che somiglia a rumore. Per superare quel filtro devi essere specifico dove gli altri sono generici. “Sconti di Natale” è rumore, “Le tue scarpe preferite tornano disponibili, solo fino a domenica” è un segnale che il cervello riconosce come rilevante.
Klaviyo suggerisce di usare un linguaggio esplicitamente legato al BFCM e alle feste nelle subject line, e di ottimizzarle per la lunghezza dell’anteprima mobile, perché è lì che avviene la maggior parte delle aperture (Klaviyo, 2025). Aggiungi a questo la leva della scarsità temporale, che nelle feste è credibile perché le scadenze sono reali, e testa sempre due varianti con un A/B test sui contatti più attivi prima di mandare al resto della lista.
Meglio l’emoji o il testo puro nelle subject festive?
Dipende dal tuo brand, ma la regola è testare, non seguire la moda. Un’emoji a tema può aumentare la visibilità in una inbox affollata, ma se tutti i concorrenti la usano diventa di nuovo rumore. Il testo che comunica un beneficio concreto batte quasi sempre l’emoji decorativa fine a se stessa. Misura sulla tua lista.
Klaviyo o Brevo per gestire l’email marketing festività?
Dipende dalla struttura del tuo business. Klaviyo è la scelta per ecommerce strutturati che vogliono automazioni complesse e dati predittivi, Brevo è la scelta per PMI e personal brand che iniziano e cercano un rapporto tra costo e potenza più accessibile.
La scelta della piattaforma è la scelta dell’armamento con cui affronti la stagione, e va fatta prima del picco, mai durante. Migrare a novembre è come cambiare fucile a battaglia iniziata: perdi tempo prezioso e rischi di rompere i flussi proprio quando ti servono. Se gestisci un ecommerce con un catalogo ampio, molti dati di acquisto e la necessità di segmentazione predittiva, Klaviyo ti dà un vantaggio concreto: nel BFCM 2025 i brand che hanno usato le raccomandazioni prodotto guidate dall’intelligenza artificiale hanno visto un aumento del fatturato del 71% sui messaggi che le sfruttavano (Klaviyo, 2025).
| Criterio | Klaviyo | Brevo |
|---|---|---|
| Profilo ideale | Ecommerce strutturati, cataloghi ampi | PMI, personal brand, chi inizia |
| Automazioni | Molto avanzate, predittive | Solide e semplici da configurare |
| Integrazione ecommerce | Profonda con Shopify e le principali piattaforme | Buona, con focus anche su CRM e SMS |
| Modello di prezzo | Basato sui contatti, cresce con la lista | Basato sul volume di invii, spesso più accessibile all’inizio |
| Quando sceglierlo per le feste | Vuoi spremere ogni dato e ogni segmento | Vuoi partire bene senza complessità eccessiva |
Qualunque sia la tua scelta, evita Mailchimp per un ecommerce serio: i limiti sulle automazioni e un modello di prezzo che punisce la crescita della lista lo rendono inadatto proprio nel momento in cui vuoi scalare gli invii. Se stai valutando i due partner in dettaglio, confronta la guida completa a Klaviyo con la guida a Brevo prima di decidere.
Quali metriche monitorare durante la stagione?
Monitora fatturato per email, tasso di conversione, deliverability e disiscrizioni, non solo l’open rate. Nelle feste l’open rate è diventato inaffidabile per via delle protezioni privacy, mentre il fatturato attribuito e il tasso di disiscrizione ti dicono la verità su quanto le tue campagne vendono e quanto stancano la lista.
Chi misura l’email marketing festività guardando solo l’open rate combatte con una mappa sbagliata. La metrica che conta è quanto fatturato genera ogni invio e quanto ti costa in termini di salute della lista. Un picco di disiscrizioni dopo una campagna è un segnale di allarme: significa che hai mandato troppo, o al segmento sbagliato, e stai erodendo il patrimonio che ti servirà a gennaio. Tieni d’occhio il rapporto tra fatturato incrementale e disiscrizioni, perché una vendita in più oggi non vale la perdita di un cliente per sempre.
Il numero che quasi nessuno guarda
Il tasso di reclamo spam è il termometro nascosto della tua stagione. Se supera lo 0,3%, i provider iniziano a filtrarti anche verso i contatti sani, e a quel punto ogni campagna successiva rende meno. Durante il picco controlla questo dato ogni giorno, non a fine mese: a dicembre una reputazione può deteriorarsi in quarantotto ore, e recuperarla richiede settimane che non hai. Per il quadro completo delle metriche stagionali, i benchmark aggiornati li trovi nella raccolta di benchmark 2026.
Come recuperare fatturato a gennaio con la coda della stagione?
Recuperalo trasformando gli acquirenti festivi in clienti ricorrenti e riattivando chi non ha comprato. Gennaio è la fase più trascurata e più redditizia: hai una lista ingrossata da nuovi contatti e un post acquisto che, se ben costruito, moltiplica il valore di ogni cliente natalizio.
La battaglia non finisce il 26 dicembre, cambia solo obiettivo. Le feste ti hanno portato un’ondata di nuovi clienti che hanno comprato una volta, spesso su spinta di uno sconto, e ora rischiano di sparire come una specie che colonizza un territorio e poi si estingue. Il tuo compito a gennaio è la fidelizzazione: un flusso post acquisto che educa, che consiglia prodotti complementari e che offre un motivo per tornare trasforma il picco stagionale in crescita permanente. Chi non lo fa ricomincia da zero ogni anno, chi lo fa costruisce una base che si allarga a ogni stagione.
Il secondo fronte di gennaio è il recupero di chi ha aperto e cliccato durante le feste senza acquistare. Questi contatti hanno mostrato interesse concreto e meritano una campagna di re-engagement mirata, con un’offerta post festiva che rimuova l’ultima obiezione. Per i nuovi arrivati che vuoi convertire al secondo ordine, la logica è la stessa del lancio prodotto via email: dai un motivo forte e una scadenza credibile.
Gli errori che spengono le tue campagne festive?
Gli errori fatali sono partire tardi, non segmentare, trascurare la deliverability e concentrarsi solo sullo sconto. Ognuno di questi trasforma la stagione più redditizia dell’anno in un’occasione mancata, e nessuno di essi si vede finché non è troppo tardi per rimediare.

Il primo errore è confondere quantità e strategia. Mandare venti email a tutta la lista senza segmentare somiglia più a una ritirata disordinata che a una manovra offensiva, perché chi lo fa spera che la mole compensi la mancanza di mira e ottiene solo disiscrizioni. Il secondo errore è ridurre le feste allo sconto: il prezzo è una leva, ma un ecommerce che compete solo sullo sconto insegna ai clienti ad aspettare i saldi, erodendo il margine tutto l’anno. Costruisci invece attorno a valore, esclusività e servizio (le idee regalo, le spedizioni garantite, il confezionamento) leve che non bruciano il tuo margine e che il concorrente non può copiare con un semplice codice sconto.
Le 7 mosse essenziali dell’email marketing festività in sintesi
Il sistema che genera fatturato nelle feste si regge su sette mosse coordinate, ognuna dipendente dalle altre. Prese insieme trasformano il picco da lotteria a manovra prevedibile.
La prima mossa è iniziare presto, tra settembre e ottobre, così da avere tempo per pulire e riscaldare. La seconda è costruire un calendario a fasi, dal riscaldamento alla coda di gennaio. La terza è attivare i flussi automatici prima del picco, perché a dicembre lavorano più delle campagne. La quarta è segmentare per comportamento e valore, parlando a ogni gruppo la sua lingua. La quinta è difendere la deliverability con autenticazione, warm-up e igiene della lista. La sesta è scrivere subject line specifiche, ottimizzate per il mobile. La settima è misurare il fatturato e la salute della lista, non solo le aperture, e usare gennaio per fidelizzare chi le feste ti hanno portato.
L’open loop con cui abbiamo aperto trova qui la sua chiusura: la differenza tra chi arriva armato al picco e chi arriva sperando nel traffico a pagamento si misura in punti percentuali di fatturato che, sommati anno dopo anno, decidono quali ecommerce sopravvivono e quali si estinguono. L’email marketing festività è la mossa che ti mette dalla parte giusta di quella selezione.
Domande frequenti sull’email marketing festività
Qual è il periodo migliore per iniziare le campagne festive?
La preparazione parte a settembre con la pulizia della lista e prosegue a ottobre con la costruzione di flussi e template. Le campagne vere e proprie iniziano con i teaser di inizio novembre e crescono fino al Black Friday. Chi aspetta la fine di novembre per muoversi parte già in svantaggio, con una reputazione fredda e nessun flusso pronto a lavorare.
Quante email posso inviare durante le feste senza infastidire?
Ai contatti attivi puoi inviare anche quotidianamente durante il picco, perché sono loro a tenere alta la reputazione con aperture e click. Ai contatti freddi riduci la frequenza per evitare disiscrizioni e reclami spam. La regola è aumentare la pressione dove c’è interesse e ridurla dove non c’è, monitorando ogni giorno il tasso di disiscrizione come segnale di allarme.
Meglio Klaviyo o Brevo per un ecommerce alle prime feste?
Se hai un catalogo ampio e vuoi automazioni predittive, Klaviyo ti dà più leve, soprattutto sulle raccomandazioni prodotto guidate dai dati. Se sei una PMI o un personal brand che vuole partire bene senza complessità, Brevo offre un rapporto tra costo e potenza più accessibile. In entrambi i casi, scegli e configura prima di novembre, mai durante il picco.
Come evito di finire in spam durante il picco di dicembre?
Configura SPF, DKIM e DMARC, riscalda i volumi in modo graduale a partire da novembre e pulisci la lista rimuovendo gli indirizzi morti prima della stagione. Manda prima ai contatti più attivi per costruire segnali positivi verso i provider, e tieni sotto lo 0,3% il tasso di reclamo spam. Un salto improvviso di volume su una reputazione debole è la causa numero uno del finire in spam.
Le offerte sono l’unico modo per vendere nelle feste?
No, e affidarsi solo allo sconto è una strategia che erode il margine e abitua i clienti ad aspettare i saldi. Le leve alternative sono le idee regalo curate, l’accesso anticipato per i clienti fedeli, le spedizioni garantite entro Natale, le gift card per i ritardatari e il confezionamento speciale. Sono vantaggi che il concorrente non può replicare con un semplice codice sconto e che proteggono il tuo posizionamento.
Cosa devo fare a gennaio dopo la fine delle feste?
Gennaio serve a trasformare gli acquirenti occasionali in clienti ricorrenti con un flusso post acquisto ben costruito, e a recuperare chi ha mostrato interesse senza comprare con una campagna di re-engagement mirata. È la fase più redditizia e più trascurata: la tua lista è più grande che mai grazie ai nuovi iscritti festivi, e il secondo ordine di un cliente vale più della fatica di acquisirne uno nuovo.
L’email marketing festività funziona anche per un ecommerce piccolo?
Sì, e spesso l’email marketing festività rende di più in proporzione, perché un piccolo ecommerce non può permettersi di bruciare budget in ads costose a dicembre. Un canale email ben costruito ti dà un contatto diretto con i clienti a costo quasi nullo, ti permette di competere con i grandi sulla rilevanza invece che sul budget, e costruisce un patrimonio di contatti che cresce a ogni stagione.
Articoli consigliati
Per costruire il sistema completo attorno alle tue campagne festive, approfondisci con queste guide.
Strategie email marketing per il Black Friday
Abandoned Cart: la guida completa
Welcome Flow: le 8 email che vendono
Segmentazione Email Marketing: la guida completa
Email Deliverability: la guida completa
Libri consigliati
Le feste sono una prova di persuasione applicata su larga scala. Questi testi ti danno le armi mentali per costruire messaggi che vendono senza svendere.
Le armi della persuasione, Robert Cialdini resta il manuale di riferimento su scarsità, riprova sociale e urgenza, le leve che governano ogni campagna festiva efficace.
Come trattare gli altri e farseli amici, Dale Carnegie insegna a scrivere email che parlano ai desideri del cliente invece che alle caratteristiche del prodotto.
The Four, Scott Galloway smonta i meccanismi con cui i colossi ecommerce hanno conquistato la mente del consumatore, lezioni che puoi applicare in scala al tuo brand.
Inventa e sogna, Jeff Bezos raccoglie le lettere agli azionisti di chi ha costruito la macchina di vendita più efficiente della storia, ossessionata dal cliente e dal dato.
Le feste non premiano chi grida più forte ma chi si è preparato meglio. Se vuoi entrare nel prossimo picco con un sistema di email marketing festività costruito su misura per il tuo ecommerce, con flussi, calendario e segmentazione già pronti a fatturare, contattami per una consulenza di email marketing e trasformiamo insieme la tua stagione in un vantaggio che dura tutto l’anno.
A presto, Luca
Luca Attolini
Email Marketer
Studio e applico strategie di email marketing, automazioni e copywriting per aziende fisiche, brand e ecommerce che vogliono scalare il loro business. 4 volte premiato da Marketers. Valutato Eccellente su Trustpilot.