Cos’è davvero un piano gratuito di email marketing?
Un piano gratuito di email marketing gratis è un’offerta di accesso limitato a una piattaforma professionale di invio email, senza costi mensili, ma con vincoli su numero di contatti, invii mensili, automazioni disponibili e personalizzazione del branding. Serve per imparare, testare e avviare le prime campagne. Non è pensato per scalare un business.
Detto così, la definizione è già più onesta di come questi piani vengono spesso presentati. Perché c’è una differenza enorme tra email marketing gratuito come concetto e piano free come prodotto commerciale.
Il secondo è un funnel di acquisizione clienti mascherato da generosità. +
Non è un giudizio negativo, è semplicemente la realtà del mercato: le piattaforme offrono il free plan perché sanno che, quando la tua lista cresce, pagherai. E hanno ragione a scommettere su questo.
La domanda corretta non è “quale piattaforma di email marketing gratis è la migliore in assoluto?“, ma “quale piano gratuito mi dà abbastanza spazio per imparare e avviare, senza vincoli così stringenti da ostacolare i primi risultati?”
Questa è la domanda a cui risponde questa guida.
Troverai inoltre la mia opinione dopo una valutazione oggettiva ed imparziale.
Se sei ancora alle basi e vuoi capire come funziona l’email marketing prima di scegliere uno strumento, la guida completa sull’email marketing è il punto di partenza più solido che ho costruito sul tema. E se vuoi capire come costruire un sistema operativo passo dopo passo, l’articolo su come fare email marketing ti accompagna dall’inizio alla prima automazione.
Ha senso partire con l’email marketing gratis?
Sì, in alcuni casi specifici. Un piano gratuito ha senso quando sei all’inizio, hai una lista sotto i 500 contatti e vuoi imparare la logica prima di investire budget.
Ha senso meno quando hai già traffico significativo, un ecommerce attivo o aspettative di crescita rapida della lista. In quei casi, i limiti del free plan diventano un freno più che un vantaggio.
Il vantaggio reale del piano gratuito
Il vantaggio principale non è il risparmio economico, anche se esiste. È l’abbassamento della barriera all’entrata.
Chiunque può iniziare oggi, senza impegno economico, e imparare come funziona una piattaforma di email marketing, come si configura una welcome sequence, come si costruisce un form di iscrizione, come si legge il tasso di apertura.
Questa curva di apprendimento vale molto. Chi inizia con un piano gratuito e lo usa seriamente arriva al piano a pagamento con una comprensione del canale che chi parte direttamente a pagamento spesso non ha.
La conoscenza operativa è un asset. Il piano gratuito può costruirla.
Un secondo vantaggio, spesso sottovalutato: i piani gratuiti di molte piattaforme includono accesso completo alle integrazioni base.
Puoi collegare Brevo a WordPress, a Shopify, ai tuoi form. Puoi iniziare a costruire la lista e segmentarla. Puoi impostare una welcome email automatica. Tutto questo, a costo zero.
Il limite che nessuno ti dice subito
Il limite più importante non è solo quello sui contatti o sugli invii.
È anche il fatto che nelle tue email sarà presente il logo della piattaforma.
Quasi tutti i piani gratuiti includono il branding forzato nella firma dell’email, spesso sotto forma di un banner “Sent with Mailchimp” o “Powered by Brevo”. Per un business che vuole comunicare professionalità, questo è un danno percettivo reale. I tuoi iscritti vedono che stai usando uno strumento gratuito.
Oltre questo, ci sono limiti tecnici che incidono sulla strategia più di quanto sembri. Le automazioni avanzate, la segmentazione comportamentale, l’A/B testing sulle email automatizzate: queste funzionalità non sempre esistono nei piani gratuiti, o esistono in versione così ridotta da essere inutili per qualsiasi strategia seria. Non è un problema se stai iniziando. Diventa un problema nel momento in cui vuoi fare email marketing in modo strutturato.
I 7 migliori strumenti di email marketing gratis nel 2026
Analizziamo i sette piani gratuiti più rilevanti per il mercato italiano nel 2026, con i limiti reali di ciascuno. Non la versione della landing page di marketing. La versione di chi li ha usati e ne conosce i confini.
Brevo: il più generoso per chi inizia
Brevo (ex Sendinblue) ha il piano gratuito strutturalmente più generoso tra tutti i competitor. Non impone un limite sul numero di contatti nella lista, ma limita gli invii a 300 email al giorno (circa 9.000 al mese). Per chi ha una lista in crescita ma ancora piccola, questo è spesso sufficiente.
Cosa include il piano free di Brevo:
- Contatti illimitati nella lista
- 300 email/giorno (9.000/mese)
- Editor drag-and-drop
- Template base
- Automazioni molto limitate (solo workflow semplici)
- Statistiche base (aperture, click)
- Logo Brevo nelle email (rimovibile solo a pagamento)
Perché sceglierlo: se stai partendo da zero e vuoi imparare senza spendere, Brevo è il campo di addestramento migliore. La deliverability è solida anche sul piano gratuito, il che non è scontato. Personalmente lo consiglio come primo strumento ai professionisti che segugo nel servizio di affiancamento email marketing prima di valutare tool più avanzati.
Onestamente il piano avanzato dopo il gratuito costa solo 7 euro, perciò il mio consiglio è di valutare di partire subito con il piede giusto ed eseguire questo upgrade.
Mailchimp: il nome noto con i limiti più rigidi
Mailchimp è una delle piattaforme di email marketing più conosciute al mondo. Il suo piano gratuito è anche quello che ha subito i tagli più significativi negli ultimi anni, arrivando a essere tra i meno generosi della categoria.
Cosa include il piano free di Mailchimp nel 2026:
- Massimo 500 contatti
- Massimo 1.000 email/mese
- 1 solo pubblico
- Editor base
- Automazioni Limitate
- Nessun A/B test
- Branding Mailchimp obbligatorio
- Supporto solo via email per i primi 30 giorni, poi solo self-service
Perché sceglierlo ugualmente: la curva di apprendimento di Mailchimp è la più bassa del mercato. Se hai un’assoluta priorità sulla semplicità d’uso e una lista piccola, può funzionare come strumento di partenza. Ma i limiti sono stringenti: 500 contatti si superano in fretta, e a quel punto Mailchimp diventa uno degli strumenti più costosi in proporzione.
MailerLite: una buona soluzione per semplicità e automazioni base
MailerLite offre un limite di contatti ragionevole, automazioni di base funzionanti e un editor tra i più intuitivi disponibili.
Cosa include il piano free di MailerLite:
- Massimo 1.000 contatti
- 12.000 email/mese
- 1 automazione base attiva
- Form e landing page inclusi
- Statistiche complete
- Logo MailerLite nelle email
- Supporto live chat per i primi 30 giorni
Perché sceglierlo:ha un buon rapporto funzionalità/limiti per chi ha bisogno di impostare almeno una welcome sequence e costruire i primi form di acquisizione. Se vuoi costruire la tua lista seguendo la guida ai popup form, MailerLite integra nativamente questa funzionalità anche nel piano free, nonostante possa non essere il massimo è un inizio.
HubSpot: free plan per chi punta al CRM
HubSpot è una piattaforma diversa dalle altre in questa lista. Non nasce come strumento di email marketing puro, ma come CRM all-in-one. Il suo piano gratuito è interessante per chi vuole gestire i contatti in un database strutturato fin dall’inizio.
Cosa include il piano free di HubSpot:
- CRM con contatti illimitati
- Massimo 2.000 email/mese
- Email marketing di base
- Form e popup
- Landing page base
- Segmentazione limitata
- Branding HubSpot obbligatorio
- Analytics base
Perché sceglierlo: se il tuo business è orientato al B2B e vuoi gestire i contatti in un CRM fin dall’inizio, HubSpot free è l’unica opzione gratuita che offre questa combinazione. I limiti sugli invii mensili sono però restrittivi. Adatto per chi invia poche email ma vuole tracciare i contatti in modo strutturato. Per una discussione su come integrare email marketing e CRM, l’articolo sulla guida completa all’email marketing copre la logica dell’ecosistema.
Omnisend: il gratis per l’ecommerce
Omnisend è una piattaforma specializzata per l’ecommerce. Il suo piano gratuito include funzionalità pensate specificamente per chi vende online, inclusa la gestione base dei flussi transazionali.
Cosa include il piano free di Omnisend:
- Massimo 250 contatti
- 500 email/mese
- Automazioni ecommerce base (carrello abbandonato, conferma ordine)
- SMS (60/mese)
- Integrazioni con Shopify, WooCommerce, BigCommerce
- Reportistica base
Perché sceglierlo: se hai un piccolo ecommerce e vuoi iniziare a recuperare i carrelli abbandonati senza spendere nulla, Omnisend è l’unica piattaforma gratuita che include questa funzionalità in modo nativo.
I limiti di contatti sono però molto stringenti: 250 contatti si esauriscono quasi immediatamente. Per capire come strutturare al meglio la sequenza di recupero carrello, ho scritto una guida definitiva al carrello abbandonato con la psicologia della frizione cognitiva e i tempi ottimali.
Klaviyo: free con integrazione Shopify nativa
Klaviyo è tra le piattaforme più potenti per l’ecommerce. Il suo piano gratuito è molto limitato in termini di volume, ma offre accesso completo a tutte le funzionalità avanzate della piattaforma, incluse le automazioni più sofisticate.
Cosa include il piano free di Klaviyo:
- Massimo 250 contatti
- 500 email/mese
- Accesso completo a tutte le funzionalità (automazioni avanzate, segmentazione, A/B test)
- Integrazione nativa con Shopify e WooCommerce
- Reportistica avanzata
- Nessun branding Klaviyo nelle email
Perché sceglierlo: Klaviyo free è ideale per chi vuole imparare una delle piattaforme più potenti del mercato senza pagare subito. Per testare automazioni e segmentazione in modo avanzato, è il miglior laboratorio disponibile. Ha anche il vantaggio raro di non mettere il proprio branding nelle email, anche sul piano free.
Benchmark Email: l’alternativa meno conosciuta
Benchmark Email è una piattaforma meno nota in Italia ma con un piano gratuito competitivo, particolarmente adatto a chi cerca un editor di email semplice e una deliverability affidabile.
Cosa include il piano free di Benchmark Email:
- Massimo 500 contatti
- 3.500 email/mese
- Editor drag-and-drop completo
- Automazioni molto limitate
- Reportistica base
- Branding Benchmark nelle email
Perché sceglierlo: il rapporto contatti/invii mensili è migliore di Mailchimp a parità di lista. Se cerchi un’alternativa meno conosciuta ma affidabile, può essere un’opzione valida di partenza.
Confronto diretto: cosa include ogni piano gratuito
| Piattaforma | Contatti max | Invii/mese | Automazioni | Branding forzato | Ideale per |
|---|---|---|---|---|---|
| Brevo | Illimitati | 9.000 | Base | Sì | Professionisti e PMI che iniziano |
| MailerLite | 1.000 | 12.000 | 1 workflow base | Sì | Chi vuole automazioni semplici |
| HubSpot | Illimitati (CRM) | 2.000 | Base | Sì | B2B con focus su CRM |
| Mailchimp | 500 | 1.000 | Limitate | Sì | Chi vuole semplicità estrema |
| Klaviyo | 250 | 500 | Complete (tutte) | No | Ecommerce che vuole imparare |
| Omnisend | 250 | 500 | Ecommerce base | Sì | Ecommerce piccoli |
| Benchmark Email | 500 | 3.500 | Limitata | Sì | Alternativa a Mailchimp |
Sono partner ufficiale sia di Brevo che di Klaviyo, quindi conosco entrambe le piattaforme dall’interno e le uso entrambe direttamente e con i miei clienti.
Se stai iniziando, hai una lista piccola, un budget limitato o un ecommerce che non fa ancora volumi significativi, allora Brevo è la scelta giusta.
Costa meno, è più semplice da configurare e fa il suo lavoro. Puoi iniziare da Brevo.
Se invece gestisci un ecommerce con volumi, o hai bisogno di segmentazione avanzata, automazioni complesse o comunque vuoi un sistema più complesso e completo, Klaviyo non ha rivali sul mercato per quel caso d’uso specifico. Puoi iniziare da Klaviyo.
Non cambia nulla per te sul prezzo, ma mi permette di tracciare la collaborazione e continuare a creare contenuti per aiutarti, e in alcuni casi di offrirti supporto prioritario durante il setup.
Quali sono i limiti che pesano davvero sulla strategia?
Oltre i numeri sulla tabella, ci sono limiti qualitativi che impattano la strategia email in modo più sottile ma spesso più significativo. Sono questi i limiti che fanno la differenza tra un piano gratuito che funziona e uno che ti blocca senza che tu te ne accorga subito.
Il logo della piattaforma nelle tue email
Il branding forzato è il limite più visibile. Quasi tutte le piattaforme gratuite inseriscono il proprio logo in fondo alle email che invii: “Powered by Brevo”, “Sent with Mailchimp”, “Email Marketing by MailerLite”. Per chi comunica con clienti finali nel B2C, l’impatto è limitato. Per chi opera nel B2B o vuole comunicare un posizionamento di marca solido, è un segnale di debolezza percepita.
La soluzione è semplice ma ha un costo: rimuovere il branding richiede il passaggio a un piano a pagamento su quasi tutte le piattaforme. Klaviyo è l’eccezione: non impone branding nemmeno sul piano free. Se il posizionamento del tuo brand è una priorità strategica, ho scritto una guida al posizionamento che ti aiuta a capire perché ogni dettaglio della comunicazione conta, incluso il footer delle tue email.
I limiti di contatti e invii mensili
Il limite di contatti è quello che spingerà inevitabilmente al passaggio al piano a pagamento. Una lista che cresce è un segnale positivo: significa che la strategia di acquisizione funziona. Ma significa anche che il piano gratuito diventerà presto troppo stretto.
Il calcolo da fare è semplice: se la tua lista cresce di 50-100 nuovi iscritti al mese (un ritmo moderato per chi usa popup form e lead magnet correttamente, come descritto nella guida ai form di iscrizione), supererai il limite di Mailchimp in 5-10 mesi, quello di MailerLite in 10-20 mesi. Con Brevo, il limite non è sui contatti ma sugli invii giornalieri: 300 email al giorno significa che se la tua lista supera i 9.000 contatti e vuoi inviare a tutti lo stesso giorno, devi farlo in più tranche.
Le automazioni bloccate o assenti
Le automazioni sono il motore delle email nei primi mesi. Un piano gratuito senza automazioni, o con automazioni così limitate da essere inutili, ti impedisce di accedere alla parte più redditizia del canale.
Mailchimp ha eliminato le automazioni dal piano gratuito. Brevo le include ma con una sola automazione attiva alla volta. MailerLite consente un workflow di base. Solo Klaviyo offre accesso completo alle automazioni anche sul free plan, ma con il limite di 250 contatti.
La welcome sequence, il carrello abbandonato, il re-engagement dei contatti inattivi: questi flussi non si possono impostare su molti piani gratuiti. E senza di essi, stai facendo email marketing manuale in un mercato che va avanti con i pilota automatici. Per capire quali automazioni non puoi permetterti di non avere, l’articolo su come fare email marketing le descrive tutte in dettaglio con i benchmark di conversione.
Il supporto assente quando ne hai più bisogno
Tutti i piani gratuiti riducono drasticamente il supporto disponibile. Mailchimp offre supporto solo via email per i primi 30 giorni, poi solo self-service. Brevo e MailerLite hanno community e documentazione buona, ma nessun supporto in italiano e nessuna garanzia di risposta rapida.
Quando qualcosa si rompe in una campagna importante (e prima o poi succede), non avere supporto disponibile ha un costo reale in tempo perso e opportunità mancate.
Quando smettere di usare un piano gratuito?
Il passaggio al piano a pagamento va fatto quando i limiti del free plan iniziano a costare più di quello che risparmia. Non è una soglia numerica fissa: dipende dal contesto, dagli obiettivi e dalla fase del business. Ma ci sono segnali chiari che indicano che il momento è arrivato.
I 5 segnali che è arrivato il momento di pagare
Segnale 1: la lista si avvicina al limite di contatti. Quando sei all’80% del limite, è il momento di pianificare il passaggio. Aspettare fino al limite crea urgenza e porta a scelte affrettate sulla piattaforma.
Segnale 2: hai bisogno di automazioni che il piano gratuito non supporta. Se vuoi impostare un carrello abbandonato, un flusso di re-engagement o una sequenza di nurturing multi-step, devi pagare. Senza automazioni, il canale email non esprime il suo potenziale.
Segnale 3: il branding forzato sta impattando la percezione del brand. Se operi in un contesto professionale B2B o vuoi comunicare un posizionamento premium, il footer “Powered by Brevo” è incompatibile con quegli obiettivi. La coerenza del brand si costruisce su ogni touchpoint, incluse le email.
Segnale 4: stai raggiungendo il limite di invii mensili. Se sei costretto a segmentare gli invii in più giorni perché non puoi mandare a tutta la lista in una volta, stai perdendo il timing ottimale delle campagne.
Segnale 5: vuoi fare A/B test sull’oggetto delle email. L’A/B testing degli oggetti email può aumentare il tasso di apertura del 49% (fonte: Mailchimp Research). Questa funzionalità non esiste nei piani gratuiti. Se vuoi ottimizzare le performance, devi accedere a questo strumento. Per capire quanto conta l’oggetto email, l’articolo sulla scienza dell’oggetto email ti dà il framework completo.
Quanto costano i piani a pagamento? Vale la pena?
| Piattaforma | Piano entry-level | Costo/mese (1.000 contatti) | Costo/mese (5.000 contatti) | Funzionalità chiave sbloccate |
|---|---|---|---|---|
| Brevo | Starter | ~€7 | ~€25 | Rimozione branding, invii illimitati |
| MailerLite | Growing Business | ~€10 | ~€32 | Automazioni illimitate, A/B test, no branding |
| Mailchimp | Essentials | ~€13 | ~€59 | Automazioni base, A/B test, no branding |
| Klaviyo | ~€20 | ~€70 | Automazioni complete, segmentazione avanzata | |
| HubSpot | Marketing Starter | ~€15 | ~€50+ | Email illimitate, automazioni, A/B test |
Vale la pena pagare? La risposta è quasi sempre sì, non appena il canale email inizia a generare valore misurabile. Il ROI medio dell’email marketing è di 42:1: per ogni euro investito in piattaforma e gestione, ne tornano in media quarantadue. Un piano a €25/mese che genera €500 in fatturato mensile tracciabile ha un ROI del 1.900%. Non è una formula astratta: è la matematica che osservo concretamente nel lavoro quotidiano con i clienti.
Come scegliere il piano gratuito giusto per il tuo caso
La scelta del piano gratuito dipende da tre variabili: il tuo stadio attuale (quanti contatti hai già), il tuo settore (B2B, B2C, ecommerce), e la tua priorità immediata (imparare, crescere la lista, vendere). Ecco il percorso decisionale:
Parti da zero, lista vuota, settore qualsiasi: inizia con Brevo (contatti illimitati, 9.000 invii/mese, deliverability solida).
Hai una lista piccola (sotto i 1.000 contatti) e vuoi automazioni: MailerLite (1.000 contatti, 12.000 invii/mese, 1 workflow base).
Hai un ecommerce su Shopify o WooCommerce: Klaviyo (250 contatti, ma automazioni complete e nessun branding) o Omnisend (per flussi ecommerce base).
Operi nel B2B e vuoi gestire i contatti in un CRM: HubSpot (CRM illimitato, 2.000 invii/mese).
Vuoi la massima semplicità d’uso e non ti interessa scalare subito: Mailchimp (consapevole dei limiti stringenti).
Se hai dubbi su quale strumento si adatta meglio al tuo business specifico, una consulenza può chiarire in poco tempo quale direzione ha più senso, evitando di scegliere una piattaforma e doverla migrare dopo sei mesi.
FAQ sull’email marketing gratis
L’email marketing gratis è davvero gratuito o ci sono costi nascosti?
I piani gratuiti non hanno costi mensili, ma hanno costi indiretti. Il branding forzato può impattare la percezione del brand. I limiti di contatti e invii possono forzare un upgrade prima del previsto. Le automazioni mancanti limitano il fatturato generabile. Non sono costi in euro, ma hanno un impatto reale sui risultati.
Si può fare email marketing professionale con un piano gratuito?
Dipende dalla definizione di “professionale”. Una welcome sequence di base, una newsletter periodica e la raccolta contatti: sì, tutto questo si può fare con Brevo o MailerLite gratuiti. Segmentazione avanzata, A/B testing, flussi multi-step, branding pulito: no, queste richiedono un piano a pagamento.
Quale piattaforma di email marketing gratis ha la migliore deliverability?
Brevo e MailerLite hanno la reputazione migliore in termini di deliverability sui piani gratuiti. Mailchimp ha subito un calo di reputazione negli ultimi anni dovuto all’alta percentuale di utenti free con pratiche di invio di bassa qualità. Klaviyo è eccellente ma con limiti di volume molto stringenti.
Posso migrare da un piano gratuito a uno a pagamento senza perdere i dati?
Sì. Tutte le piattaforme gestiscono il passaggio al piano a pagamento internamente, senza perdita di contatti, automazioni o storico degli invii. La migrazione tra piattaforme diverse (es. da Mailchimp a Brevo) richiede invece un’esportazione e reimportazione dei contatti, con la perdita dello storico delle automazioni.
Il GDPR si applica anche se uso un piano gratuito?
Sì, senza eccezioni. Il GDPR non dipende dalla piattaforma usata o dal piano scelto: dipende dal fatto che stai raccogliendo e trattando dati personali di cittadini europei. L’obbligo di consenso esplicito, il diritto alla cancellazione e la corretta gestione dei dati si applicano indipendentemente dal costo dello strumento.
Quando conviene passare direttamente a un piano a pagamento senza iniziare dal gratuito?
Quando hai già una lista importata da altra fonte, quando hai un ecommerce attivo con traffico significativo, o quando il tempo di apprendimento sulla piattaforma è un costo opportunità troppo alto. In quei casi, passare direttamente a ActiveCampaign o Klaviyo a pagamento ha senso economico fin dall’inizio. Se sei in questa situazione, il servizio di affiancamento email marketing può aiutarti a scegliere la piattaforma giusta e configurarla correttamente da subito.
Conclusione: fare email marketing gratis è un punto di partenza, non una strategia
L’email marketing gratis è uno strumento potente per iniziare. Non è una strategia sostenibile per chi vuole far crescere un business serio nel tempo.
I piani gratuiti esistono per abbassare la barriera all’entrata e permetterti di imparare la logica del canale senza rischi. Usali per quello. Impara come funziona una welcome sequence. Costruisci i primi form di acquisizione. Analizza le prime aperture e i primi click. Capisci chi apre le tue email e chi no.
Ma non fermarti lì. Il momento in cui il canale email inizia a produrre qualcosa di misurabile, è il momento di investire per rimuovere i limiti che lo frenano. Il branding forzato, le automazioni bloccate, i limiti di invio: sono ostacoli artificiali che costano più di quello che risparmiano.
L’email marketing, fatto bene, ha un ROI di 42:1. Un piano gratuito che ti blocca sulle automazioni o ti limita sugli invii ti sta costando molto più di quanto ti fa risparmiare. E questa è la verità che nessuna landing page di piattaforma email ti dirà mai.
Se vuoi costruire un sistema email che scala, che genera fatturato prevedibile e che non dipende dai limiti di un piano gratuito, la guida su come fare email marketing è il passo successivo naturale. E se vuoi farlo con qualcuno che lo costruisce ogni giorno per brand italiani, sai dove trovarmi.
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Luca Attolini
Email Marketer
Studio e applico strategie di email marketing, automazioni e copywriting per aziende fisiche, brand e ecommerce che vogliono scalare il loro business. 4 volte premiato da Marketers. Valutato Eccellente su Trustpilot.